Il posizionamento sui motori di ricerca: quando l’uso del web si fonde alla creatività

Nell’era di internet, qualunque attività commerciale o persona singola, che sia un artista, un fotografo, un esperto di cucina o un semplice blogger, affida alla rete e ad un sito, la propria immagine, nonchè ciò che ha da dire o da raccontare o, in ambito professionale, i servizi offerti, nella speranza che l’enorme estensione del world wide web possa sponsorizzare, ingrandendosi a macchia d’olio, la diffusione del proprio nome e in modo del tutto gratuito. Essere ben visibili, infatti, equivale ad assicurarsi un’enorme quantità di interessati e, dunque, un vasto pubblico. E questo avviene più facilmente se il posizionamento, sui motori di ricerca più diffusi, risulta essere il più alto possibile.

Con il termine posizionamento sui motori di ricerca si intende, quindi, l’acquisizione di visibilità tra i vari risultati che compaiono a chiunque compia una ricerca su un qualsiasi motore di ricerca, che sia google o bing o yahoo, e via dicendo. Il sito, infatti, viene, per così dire, “ottimizzato”, quasi a volergli dare una posizione di privilegio rispetto ad altri, in modo che compaia in una posizione oltremodo favorevole, ovvero tra i primi risultati visibili all’utente durante la ricerca. Questo posizionamento può essere, però, di due tipi diversi: o un posizionamento di tipo meritocratico, dovuto alla “manifattura”, per così dire, del sito stesso e che dipende dalla pulizia del suo codice, dalla sua alberatura, dai tag immessi, dai testi scritti, ecc (in questo caso è il motore di ricerca a verificare queste opzioni e a far si che la posizione migliore spetti ai siti che rispettino al meglio queste opzioni); d’altro canto, però, esiste anche un posizionamento che dipende dalla sponsorizzazione dello stesso, ovvero il così detto “pay per click” o “sponsored links” e che dipende, come dice lo stesso termine, da quanto il creatore del sito spende, in termini economici, per ogni visita ricevuta; questo criterio fa si che più si spende e più si sale in classifica. L’avvento di Google, ormai il motore di ricerca principe in quasi tutto il mondo nonchè il più noto e diffuso, ha sfruttato proprio questo principio, e il gran caos che si è generato alla fine degli anni novanta, quando i motori di ricerca dell’epoca vendevano care, nel vero senso della parola, le posizioni più alte dei loro risultati, mischiando, dunque, i siti meritevoli a quelli che, in maniera anche poco onesta, avevano pagato di più.

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